venerdì 13 dicembre 2013

Venerdì 13






Oggi è venerdì 13.

Come tutti saprete, questo giorno è legato a superstizioni, specialmente nelle culture anglosassoni, nonostante non ci siano prove documentate riguardo ad esse prima del XIX secolo.

Al contrario invece, il venerdì è un giorno ritenuto sfortunato o nefasto già dal XIV secolo, quando Chaucer scrisse nei suoi "The Canterbury Tales" che il venerdì è un giorno sfortunato per mettersi in viaggio o per cominciare nuovi progetti.

Il numero 13 è considerato dalla numerologia come il numero irregolare e che trasgredisce la completezza del numero che viene prima di lui, il 12. 

Il 12 è infatti ritenuto il numero della completezza cronologica, cosa che si ritrova poi nella suddivisione annuale in 12 mesi con i rispettivi 12 segni zodiacali, in quella dell'orologio in 12 ore, nei 12 dei dell'Olimpo, nei 12 apostoli di Gesù e così via...

Una delle superstizioni che sicuramente tutti conosciamo legata al numero 13 è proprio quella delle 13 persone sedute allo stesso tavolo, che dice che nell'eventualità succeda di trovarsi a cena seduti in 13 alla stessa tavola, la sfortuna porterà la morte di uno dei commensali.

(Fonti: wikipedia.)


Che si creda o no nelle superstizioni e indipendentemente da questo, forse c'è ancora qualcosa di cui non siete a conoscenza.

Sapete che esiste una parola per definire la "fobia del venerdì 13"?

Nelle culture anglosassoni infatti, dove questa superstizione è molto più viva rispetto che nella nostra, c'è anche molta più paura del connubio tra venerdì e 13, tanto da richiedere una parola che possa dare un nome alla paura di questo giorno. Come in tanti altri casi, anche questa paura è catalogata tra le fobie, infatti la parola che la riguarda è: PARASKEVIDEKATRIAPHOBIA. 

Esiste anche un altro termine che sta a significare la stessa cosa, triskaidekaphobia, ma io personalmente trovo più affascinante il primo.



lunedì 2 dicembre 2013

Goth vs Barbie girl


Poco fa navigando su internet ho trovato questa immagine, che, dopo un sacco di tempo, mi ha dato uno stimolo per scrivere nuovamente qualcosa in questo blog, che ogni volta rimane fermo per un lasso indeterminato di tempo quando non trovo l'ispirazione.


Le due ragazze nell'immagine si guardano con fare interrogativo ed ognuna pensa che l'altra sia un mostro, uno scherzo della natura, un extraterrestre. Questa non è solo un'immagine, o meglio, può benissimo essere un'immagine rappresentativa di quello che realmente succede là fuori.


Non è cosa comune trovare una goth dalla pelle candida e una barbie girl super abbronzata insieme. Non si frequenterebbero mai, a meno che, forse, siano amiche sin dalla prima infanzia e abbiano poi assunto la loro personalità in seguito. Ma per quanto ho potuto appurare secondo la mia personale esperienza, ci sono certe differenze e certi modi di vedere le cose che emergono solamente con la crescita e che diventano molto difficili da tollerare una volta raggiunta la propria personalità. Se è certo che due ragazze così diverse non sceglierebbero mai di frequentarsi, è quasi altrettanto certo che queste due tipologie di ragazze non riuscirebbero mai ad avere un futuro insieme una volta maturate, salvo casi in cui non si veda l'altra come "a freak" ma si rispetti la sua scelta e si sostenga la sua personalità.


Io in ogni caso ho visto una differenza nel modo in cui queste ragazze si guarderebbero l'un l'altra. 

La goth vedrebbe nella barbie girl troppa abbronzatura (spesso e volentieri pure finta) e la guarderebbe con aria stupita, pensando "non riuscirei mai a vestirmi così" oppure "come cavolo fa a piacersi con quella pelle arancione?" o qualcosa di simile, ma poi si direbbe che è una sua scelta e che non si può essere tutti uguali, per fortuna. 

La barbie girl invece, penserebbe dell'altra che è un vero e proprio scherzo della natura, che ha "un'aria cadaverica ed è vestita a lutto" e molto probabilmente penserebbe anche che "ha delle scarpe oscene". Ma soprattutto, la barbie girl penserebbe che la goth sia qualcosa di anormale, perché non è possibile che le piacciano davvero quei vestiti dato che quelli normali, come i jeans con il cavallo alle ginocchia, non possano non piacere a chiunque! (Eh sì, proprio belli.) La barbie girl penserebbe che i tacchi sono veri tacchi solo se molto alti e affusolati (magari ultimamente anche quelli un po' più larghetti, perché vanno di moda) ma vedrebbe i tacchi di una goth come scarpe brutte e antiestetiche, senza pensare che ad un'altra persona potrebbero piacere. Vedrebbe il suo modo di vestire esclusivamente in due modi: da sfigata che si diverte a vestirsi di nero per fare la depressa, oppure da zoccola. Perché sì, tante volte ho sentito dire che lo sono le calze a rete, i reggicalze in vista oppure i bustini! Sarà forse perché ricordano la lingerie? Sì, sicuramente ricordano anche le prostitute dell'800, ma questo non fa di una ragazza a cui piace vestirsi in un determinato modo necessariamente una poco di buono.


In questo mondo bisognerebbe imparare a rispettare gli altri, non a giudicarli dall'aspetto esteriore. Bisognerebbe capire che non abbiamo tutti gli stessi gusti e che ciò che è bello per una persona, potrebbe essere brutto per un'altra. Bisognerebbe insegnare ai bambini a crescere con la propria personalità e ad assecondarla, non a nasconderla per paura di essere presi in giro. Bisognerebbe insegnare agli adolescenti che si può vivere seguendo lo stile che più gli piace, senza che si ritrovino ad essere scansati da una classe intera perché sono gli unici diversi. Bisognerebbe insegnare a tutti che LA NORMALITA' NON ESISTE, che è solo una convenzione adottata dalla massa, e qui riporto un altro esempio: la massa ha deciso che i jeans (o pantaloni) stretti e arrotolati in fondo sono belli, da portare con la caviglia nuda e la scarpa bassa, super chic se con il mocassino.

Ma voi l'effetto, l'avete visto bene? Davvero, li mettete perché secondo voi sono una cosa gradevole da vedere? Oppure perché siccome sono stati designati come moda del momento, bisogna assolutamente portarli così per non essere out?

A me fanno pensare soltanto a qualcuno che ha l'acqua in casa o a qualcuno che sta per andare a pescare le vongole. Pensateci. Buonanotte.


In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele come la gente normale. Hermann Hesse

Abituarsi alla diversità dei normali è più difficile che abituarsi alla diversità dei diversi. Giuseppe Pontiggia

La normalità è la devastazione della mente. Oscar Wilde